Vinyl

Vinyl, la nuova serie tv di Terence Winter.

Terence Winter, sceneggiatore e produttore, dopo I Soprano torna con una nuova serie Tv per HBO. Vinyl rilegge gli anni settanta a New York raccontando una città in trasformazione.
Il primo episodio è girato da Martin Scorsese con la musica di Mick Jagger. Un episodio pilota che dura quasi due ore tra rock’n’roll, abiti, auto e tv; tutte immagini che rispolverano la vita degli anni’70.

Labtique reinterpreta Vynil e lo fa attraverso due musicisti veri che non sfigurerebbero se scaraventati nell’universo creato e ricordato da Winter. Lucrezia e Stefano (Gli Ortolani) vivranno il Rex (Rex Firenze) uno storico locale fiorentino, che di vita vera ne ha vista passare, tanta.

Curiosi di sapere qualcosa in più su Vinyl? Scorrete la pagina fin dopo le foto… dopo averle guardate e vissute.

 

 

La storia della serie vede un produttore italo-americano, Richie Finestra (Bobby Cannavale), fondatore della American Century Records alle prese con un fallimento professionale e l’inizio di una crisi anche personale. Gli intrecci sono tra lui e la moglie Olivia Wilde, il suo socio, interpretato da Ray Romano.
Tutto orientato e costruito con la musica e intorno al mondo musicale. Anche l’episodio girato da Scorsese è un richiamo alla musica e avvolto proprio da una musica forte e intensa alla Rolling. Una serie TV, che lancia immagini, suono e fotografia che richiamano al Film piuttosto che ad una serie televisiva.

Sono racconti intorno e sul mondo della musica e degli Lp. Una rilettura secondo Jagger della vera industria discografica di quegli anni. Vinyl affronta anche il tema dello sfruttamento dei musicisti e dei diritti d’autore .
I personaggi della serie sono inventati, ma in qualche modo c’è la ricerca ad un realismo narrativo. Per cui ci saranno nel corso delle puntante riferimenti narrativi ai Led Zeppelin o Andy Warhol e la sua Factory. E ci sarà anche David Bowie nella sesta puntata, suono e immagine degli anni 70 che viene rappresentato con il suo trasformismo, la sua androginia, la sua trasgressione di ogni regola artistica e iconografica. Un David Bowie che andava con Jagger per feste allo Studio 54 e a Broadway nella New York negli 70.

Nell’ episodio pilota ancora non era possibile ascoltare la sigla definitiva di Vinyl. Ma eccola nel secondo episodio dal titolo Sugar Daddy. Rock. Rock alla vecchia maniera che risuona tra gli echi degli anni ‘70. L’autore della sigla è Sturgill Simpson conosciuto negli USA per il suo stile di rock psichedelico, blues e country.

E infine, Vinyl apre un viaggio a New York underground del 1973. Viaggio ridisegnato dai luoghi di musica e arte della Manhattan dell’epoca. Mercer Arts Center aperto nel dicembre 1971 offrì il palco ai New York Dolls e ai Suicide. The Dom e la Factory di Andy Warhol. Qui hanno suonato per lungo tempo i Velvet Underground. Madison Square Garden, aperta nel 1968, è la più antica arena di New York. Academy of Music dove si sono esibiti i Rolling Stones nel 1965, poi i Blue Öyster Cult, Iggy Pop, Kiss e Teenage Lust. Electric Lady Studios, lo studio fondato da Jimi Hendrix ancora oggi attivo. The Brill Building che ancora oggi accoglie gli uffici di Paul Simon. E infine the Coventry dove si esibivano i New York Dolls e KISS.

Vinyl più che una serie Tv, appare dunque un’esperienza. Per riconoscere anni già vissuti o per avvinarsi lentamente agli anni ’70 con curiosità. Un viaggio nello spazio e nel tempo accompagnati da un Rock puro, intenso e dai suoni forti!

Mood: Giacomo Ligas
Fotografia: Giacomo Ligas + Riccardo Bartalucci
MUA: Irene Valecchi
Assistente: Ilaria Tofani

Modelli: Lucrezia Carnesecchi + Stefano

Testo: Stefania Ermini